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May 13 Lettera aperta.Questa è una lettera aperta a tutti gli Italiani che risiedono in Italia e, soprattutto, ci vivono. Questa è una lettera di una ragazza di diciotto anni che tira le somme della sua breve vita e dell'esperienza che ha avuto all'interno della piccola parte della società con cui è entrata in contatto e, in special modo, della scuola.
13 maggio 2009
Fino all'anno scorso vedevo questo momento come colmo di malinconia. Immaginavo il lasciare i miei compagni di classe, i miei professori, la stessa struttura scolastica come una fase quasi dolorosa della mia vita che avrebbe segnato in maniera netta il mio diventare donna. Mi sbagliavo, il cambiamento non è così netto, ma aumenta in maniera esponenziale. Il modo in cui si affronta la realtà e la realtà stessa si svelano pian piano all'inizio per poi togliersi la maschera quasi di botto. In questo momento non ci sono più maschere e credo, spero erroneamente, di trovarmi dinnanzi alla verità su tutto. Alla fine del liceo, ritengo di poter dire che la cosa che mi ha formato di più non è stato quello che ho studiato o le esperienze che ho fatto all'interno della scuola, ma il fatto di avermi svelato la mia inettitudine. Ho passato gli ultimi tredici anni a costruire, mattoncino per mattoncino, la mia mente e il mio spirito con la testa china sui libri, sforzandomi di rispettare i miei “superiori” nonostante eventuali antipatie e cercando, comunque, di avere una vita sociale ed esperienze totalmente distaccate dalla scuola. Ho cercato di far di me una buona persona. Tuttavia, guardando ora aldilà della maschera, mi rendo conto che il mio modo di affrontare la realtà è stato sbagliato. In gergo giovanile si potrebbe dire che ho “toppato”. M'illudevo che, dopo cinque anni in cui ho dimostrato l'onesta intenzione di cui parlavo poc'anzi, la scuola m'avrebbe ripagato non di voti, ma di stima e rispetto. Non è stato così. Sono stata solo un'illusa e sono stata e sono un'inetta a vivere perché, evidentemente, non ho ottenuto nulla se non prese in giro più o meno palesi. Qual'è la soluzione? Dovrei cambiare? Non saprei farlo, lo so. Dovrei scappare? E dove? Arrivata a questo punto, non mi stupirei di trovarmi incapace di vivere in tutto il mondo e non solo nel mio piccolo liceo o paese. Il sistema, a quanto pare, è uguale ovunque, cambia solo di dimensioni: dal piccolo liceo si passa al paese, dal paese allo stato, ecc... Il sistema funziona bene? Lascio questa domanda aperta anche se ho un personale parere non solo su questo, ma anche di chi sia la radice di tutto. Questa mia lettera non è un inno al pessimismo o un'incitazione alla furbizia o alla disonestà, la mia è solo una descrizione realistica di quanto, alla veneranda età di diciotto anni, abbia osservato. Volevo condividere il mio pensiero con voi sperando, nonostante tutto, di non farvi cadere in una “tristezza” pari alla mia. Grazie. April 19 Quando una situazione si può definire "del cazzo". (Manuale d'istruzioni) Vorrei vederti dentro quando ricorderai in tutti questi anni non ti ho cercato mai certo se tu volessi allora tornerei a testa bassa come oggi non si fa più. Forse se tu volessi, forse cambierei, forse tu aspetti un altro e sono già le sei, certo che i miei pensieri sono tutti lì non so decidermi ad andare via. Io vorrei dirti: "Ciao come stai? Come sei bella stasera, più bella del sole più dolce della primavera", ma chissà poi se lei mi vorrà ancora, ancora, dopo tanto tempo adesso ancora come allora ancora come allora. Forse se tu volessi, forse cambierei, ci ho ripensato tante e tante volte ormai, certo che i miei pensieri sono tutti lì non è possibile mandarli via. Io ti dirò: "Ciao come stai? Come sei bella stasera, più bella del sole più dolce della primavera", ma chissà poi se lei mi vorrà ancora, ancora, dopo tanto tempo adesso ancora come allora ancora come allora. Come andrà a finire? Un mio grande dilemma... Lei - non so perchè - la vedo molto simile a me: non in grado di fare un passo avanti per cui, che lo voglia "ancora come allora" o meno, non farà nulla. Lei andrà lì col suo miglior vestito, senza profumo e con un sorriso a 67 denti, ma rimarrà comunque il fattore passivo. Lui, invece, che farà? Troverà il coraggio per dirle tutto o no? E anche se lo trovasse, cosa accadrebbe? Lei tirerebbe in ballo il fatto che li ha fatti separare tempo fa, magari solo baciandolo, ma comunque rimanendo ferma sull'impossibilità della loro storia? Lei si abbandonerebbe a lui nonostante tutto? Lei lo respingerebbe nonostante tutto? E' che ci sono delle situazioni del cazzo che non si possono semplificare. Ci vuole troppo tempo, spazio, coraggio per risolvere ste situazioni del cazzo. E allora come si fa? Si fa che si sopporta finchè si può, finchè uno riesce a tirare qualche filo dal groviglio assurdo che la vita gli ha presentato davanti. E poi? E poi si cadrà nell'"allora" della canzone. E poi? E poi magari ci si chiederà se, con differente tempo, spazio e coraggio, ci si potrà amare "ancora come allora". Fanculo. April 13 Voglio dirti qualcosa, qualcosa a cui penso spesso, forse troppo.E' da un po' che ce l'avevo in testa. Magari non è uscito un granchè, ma stica. La parte blu è la più "importante", ma il resto aiuta a capire il contesto.
Lei era uscita fuori dall'aula furiosa. Di fronte alla porta principale c'era una strada, una ringhiera e oltre il mare. Lei arrivò lì e s'accese una Lucky Strike. Lui uscì dietro di lei. Voleva chiederle scusa. Cazzo, voleva chiederle scusa per tutto il casino che era successo, voleva dirle che forse era riuscito minimamente a capire un po’ lei, gli altri. L’aula era ancora piena di “soggetti” – come li chiamava lei – vale a dire persone con problemi con altre persone provenienti o originarie di altre nazioni. Razzisti ed immigrati. Lui e lei. Avevano cominciato a litigare durante un lavoro a coppie, anzi, molto prima. Lui era lì per numerosi atti di bullismo contro altri ragazzi immigrati o figli di immigrati, lei perché gli aveva rotto il naso con un pugno a causa del suo comportamento del cazzo. Ora erano tutti e due lì, insieme. Forse per la prima volta erano veramente insieme.
Lui: “Senti, io…” Lei: “No, ora zitto cazzo – fa un tiro – Ora ascolti me, cazzo!” Lui:” Aspet…” Lei: “ZITTO, CAZZO ZITTO!! SONO STANCA, STANCA DI TE E DI QUESTA MERDA CHE MI BUTTI ADDOSSO SOLO PERCHE’ ME NE SONO ANDATA DAL MIO FOTTUTO PAESE!!”
Lei ora era più calma, aveva gli occhi lucidi e continuava a fumare: “Voglio dirti qualcosa, qualcosa a cui penso spesso, forse troppo. Tu odii chi se n’è andato dalla sua terra, chi l’abbandonata per venire nella tua infettandola con qualcosa di estraneo. Bene, tu pensi che sia stato facile per me andarmene? Pensi che io volessi andarmene? No, non è così… La mia terra mi manca come l’aria sai, e non sai quante volte mi manchi la mia lingua. Nella mia terra i muri delle case sono tutti bianchi, spesso ti vendono il pane ancora caldo e ci sono delle canzoni popolari che i giovani non capiscono, ma che cantano lo stesso. Nella mia terra, a volte, sembra che il sole tramonti in un vulcano e che l’estate afosa sia destinata a durare per sempre e che l’inverno gelido sia destinato a durare per sempre. Ma che è successo allora? Perché cazzo ho portato il mio culo qui? - ora lei piangeva – Lì non c’è futuro. Cazzo, non ce n’è. Nella mia terra c’è la dittatura, Josè, e se parli troppo o parli male… Cazzo, cazzo, cazzo!... Fanculo Josè, FANCULO! – lei ora si gira, si allontana, si ferma, ritorna davanti a lui – Io sono scappata Josè, la frustrazione era tale che io e la mia famiglia non ce la facevamo più! Era un muro di gomma, un fottutissimo muro di gomma. – piangeva a dirotto – Se avessi saputo, se solo avessi saputo… Josè, ti dico un’ultima cosa: goditi ogni passo qui, ogni respiro, ogni odore, ogni rumore delle tue radici perché forse un giorno ti ritroverai come un povero sfigato a raccontarli piangendo ad un estraneo.” March 30 Rosalinda, che cazzo vuoi da me? Cazzo se sono strana. Voglio cambiare qualcosa... Ma drasticamente, intendo. La cosa bella è che tra qualche mese la mia vita subirà uno stravolgimento tale che mi viene anche da cagarmi sotto. L'altra cosa bella è che non avrei nulla di cui lamentarmi della mia situazione attuale, anzi. Cosa stracazzo voglio veramente? March 19 Esperienze e dritte varie. Domani parto per il viaggio distruzione a Barcellona. Ok, sono contenta, ma sono successi una serie di casini che, guardate un po', avevo "predetto". La cosa peggiore è che, come al solito, io sono considerata la catastrofista con la puzza sotto al naso... Sarà pure così, ma alla fine ci prendo sempre: nella vita non bisogna mai voltare le spalle a qualcuno, perchè questo qualcuno non vede l'ora di menartelo nel culo. Vorrei raccontare qualcosina... Ieri mattina non sono andata a scuola per sbrigare delle faccende tra le quali c'era quella di comprare un giubottino leggero. Io e la mia mitica nonna entriamo nel primo negozio e me ne provo uno da 60 euro: "Bellino, senta guardi ne parlo con mia madre che gestisce le mie finanze e le faccio sapere." Entro nel secondo negozio e me ne provo uno nero, mi andava benissimo, veramente fiQuo. Gli sparo la solita pappardella della mamma a cui devo chiedere e mi avvio con la mia dolce nonnina... Quando eravamo sulla soglia della porta mia nonna si gira e fa alla commessa: "Scusi, ma quanto viene il giubottino?" - "380 euro, ma da scontare." Risponde la pulzella con tono rassicurante. Mia nonna e io avevamo la faccia di un cammello assetato con gli occhi globulosi. Il prezzo era talmente alto per quel "giubotticchio" che mia nonna, in maniera eccezzionale, stava per dire: "'Ngheul a mamt!" (="Nel sedere di tua madre"). Rendiamoci conto. Stamattina, dopo tante peripezie, ci è giunto il programma definitivo {Sì, il giorno prima della gita abbiamo avuto il programma definitivo della gita.} ed ho avuto la conferma che il professore di matematica creda che io sia una tossica alcolizzata e anche un po' zoccola magari... Devo fare un sondaggio: perchè chi non mi conosce bene finisce per credere che sia una malata di sesso, droga e rock'n'roll??? Mbhà. Comunque si è avvicinato, mi ha preso per la sciarpa e m'ha detto: "Se scopro alcoolici e cose così, da te vengo che lo so che tu stai sempre al centro di ste cose!" Rideva, ma boh. Mentre uscivamo dalla scuola la vicepreside continuava a dirci "RAGAZZI NON BEVETE IN GITA!!" un mio compagno di classe ha aggiunto "NON BEVETE, FATEVI I CANNONI!!". Bene. Detto questo, mi auguro buon viaggio. March 13 Riflessione un po' triste... Mbhà... Il mia gatta è di razza persiana, ha sei anni ed è tonta. E' talmente fessa che non è in grado di graffiare, saltare e cadere sulle proprie zampe se "lasciata" ad un'altezza superiore ai 20 cm. La mia gatta passa tutta la giornata a dormire, mangiare e cacare. Amo la mia gatta e la invidio anche un po'. A volte mi fermo e penso che non avrò più estati serene, che sempre, da ora in poi, ci saranno esami, colloqui, impegni, doveri. Cazzo. Io non voglio questo. Sarà da immaturi, ma io richiedo serenità e calma. Richiedo brividi, ma senza ansie. Invidio la mia gatta. "Ma la tua gatta non prova le belle sensazioni, non sarà mai felice come lo potresti essere tu in un bel momento, non potrà mai ridere di gusto o innamorarsi..." A questo punto però potrei rispondere che... Chi non prova nulla, non solo non prova le cose brutte e quelle belle, ma non desidera neanche i bei momenti perchè non riesce a concepirli, non sa che esistono."La mia gatta non sa cos'è il dolore, l'angoscia, il dovere." "Ma queste cose comunque valgono meno di un momento di felicità!" Si è capito che voglio rinascere gatto? March 05 Rosalinda, che ti serva da monito per il futuro.Io concepisco la vita come una cosa sola vista da ciascuno attraverso lenti diverse.
Come sono le mie lenti? Bhè, le mie lenti sono scure, molto scure. Non sono abituata a vedere il presente e il futuro come un'insieme di discese e sentieri facili... Sono una che - per fortuna - non s'aspetta grandi cose dagli altri. Le mie lenti mi mostrano una serie di obiettivi che, per essere realizzati, bisogna raggiungere varie tappe e stare attenti a dove si mette i piedi. Ho verificato questa visione del mondo, l'ho verificata e levigata, raffinata: ora, che ci si creda o no, è quasi infallibile.
So pesare le persone, è una dote di famiglia che spesso mi spaventa. Spesso so cogliere la menzogna, la malizia... Sarà che parto dalla convinzione che l'uomo è portato al male. E' un dono oppure un fardello che mi (ha sfavorito e) sfavorirà nei rapporti umani?
Allora, se io ho queste forti convinzioni confermate dall'esperienza, perchè permetto ancora agli altri di deludermi? Perchè mi cullo su un giudizio dettato da sentimenti? Mi darei uno schiaffo.
Forse sono snob, presuntuosa, superba... Ma sono sicuramente intuitiva. February 28 Estremista, ma penso di stare nel giusto. Io non voglio fare la donna di sinistra - come dice mio padre - io vorrei che il minor numero possibile di persone se la prenda nel culo. Sono un'estremista io e, ammetto, non è un pregio nella maggior parte nei casi: ci sono cose che mi scivolano addosso in maniera indolore anche se sono fondamentali, ce ne sono altre che mi fanno incazzare come una bestia anche se sono futili. Ho avuto l'immensa fortuna di nascere all'interno di una famiglia benestante che non m'ha mai fatto mancare nulla. Sono stata viziata, ma allo stesso tempo educata allo studio e alla passione per tutto ciò che riguarda arte e cultura. Mio padre e mia madre, probabilmente, non mi negheranno mai un libro, una mostra, un viaggio culturale. Ringrazio molto per questo. Nonostante avendo già viaggiato molto e conosciuto molte persone, mio padre, mia madre e mio fratello mi accusano, spesso, di essere chiusa. Ed è qui che si ritorna al discorso di prima, sul mio "estremismo". Ora inizio la mia argomentazione, anche se i miei non la leggeranno mai essendo solo io un essere non pensante in maniera autonoma e fondamentalmente sciocco: Non so, grazie a Dio, cosa sia la povertà, ma mi sforzo di comprenderla e di andare incontro, quotidianamente, ai meno fortunati di me. Parlo di povertà "monetaria", ovviamente, già, perchè quella "interiore" non la sopporto. Chiedo scusa, ma veramente non ce la faccio. Do di matto! Andare in gita a Barcellona con 350 € per passare due giorni su sei in traghetto è assurdo. Ok, magari molti ragazzi che non se lo possono permettere possono spendere solo quella cifra oppure si considera il fatto che, alla fine, è importante stare insieme e non il dove! Io dico: "Allora rimaniamo in Italia!" Ma magari molti ragazzi che non se lo possono permettere hanno il mito di Barcellona. Io dico: "Ok, aggiungiamo 50€ e ci stiamo un giorno in più oppure andiamo uno o due giorni in meno, ma in aereo!" Lo proporrò certamente, ma al 90% mi guarderanno male dicendomi: "Tu non puoi parlare dato che i soldi tu li tieni!" La cosa peggiore è che, nonostante questa dolcissima "accusa", io dovrò anche incassare. Ma, se guardiamo sotto, ma dico sotto sotto, chi non vuole/può spendere più di 350 € per andare a Barcellona? Sarà, ma io vedo tanta gente nella mia scuola che ha scarpe Hogan, pantaloni D&G, golf Armani, Occhiali RayBan. Ok, sono cazzi loro, sono valori diversi dai miei che SI DEVONO rispettare. Ma, a questo punto mi chiedo, perchè IO - eh sì, perchè sarò anche in minoranza, ma ci vado di mezzo anche io - me la devo prendere nel culo perchè tu il mese scorso ti sei comprato un cappotto che costa il doppio della gita? Sarà che i miei mi ribadiscono che bisogna rispettare i valori altrui, ma mi hanno insegnato che PRIMA DELLA CULTURA (e quindi di tutte le esperienze che possono accrescerla, tra cui i viaggi) NON C'E' NIENTE, MA NIENTE NIENTE! Quindi, scusate, ma la gente che preferisce un paio di scarpe in più ad una gita un po' migliore non merita neanche di andare a fanculo. E come al solito il mio ruolo è quello della cornuta e mazziata. February 25 Insegnamento di vita. Vi è mai capitato di chiedervi "Ma cud ch cazz camb a fah?!" [="Ma quello che cazzo campa a fare?!"] riferendovi ad una persona idiota? Ebbene, oggi sono giunta ad un'importante conclusione: Gli stupidi servono agli intelligenti per tenere questi su di morale nei momenti più difficili. Sarà una cosa banale, ma spesso la si dimentica. P.S.: Sì, sono una snob del cazzo. February 19 y = x^4 - x^2 Oggi stavo studiando questa funzione quando ho cominciato a riflettere. Alcuni affermano con convinzione di non capirci nulla di matematica, di essere negati, ecc... Credo siano tutte cazzate. La negazione per qualcosa è un che di estremamente raro che spesso viene confuso con un'indisposizione autoinculcata e alimentata dall'assenza di un primo, e più faticoso, approccio vero con una determinata materia. La matematica è un caso particolare. La "bestia nera" di molti studenti italiani è un caso particolare. Credo, prendendo spunto da Galileo, che sia la base essenziale, l'unico mezzo veramente necessario all'uomo per conoscere Dio e se stesso. Ritengo che questo sia la "missione" dell'uomo che l'ha distinto e lo distingue dagli (altri) animali. Chi attacca la matematica non ha capito un cazzo della vita e del mondo, e scusate la franchezza. Essa è il privilegio più grande che ci è stato concesso: è la possibilità di conoscere la forma in ogni suo aspetto assegnando, a ciascun oggetto, una funzione che possiamo studiare, disegnare. Chi non conosce la matematica, anche il più grande latinista, filosofo o storico, non conoscerà mai nulla veramente. No, non sono un genio in questa materia, ma un po' la conosco. Credo di amarla. February 14 Dialogo in un futuro più meno prossimo.Era una bella casa. I muri erano bianchi e tutte le pareti rivolte a nord erano dipinte di rosso scuro, quasi a sfidare il freddo.
Era domenica mattina, lei dormiva sul suo letto totamente disfatto. Non si era neanche struccata la sera prima.
Suonano alla porta. Lei continua a dormire. Suonano alla seconda volta. Lei sbuffa, si alza e la apre.
Era don Raffaele, un prete e lei era in mutande.
"Buongiorno."
"Buongiorno."
Si siedono al piccolo tavolo rotondo che era al centro della sala e lei si accende una sigaretta.
"Quindi, dato che ci siamo, mi spieghi che ci fa qui. Non ho mai dato fastidio al regim..."
"Signorina, signorina, si fermi, io sono qui per parlare un po', giusto il tempo che ci è stato assegnato."
"Fino a qui ci sono, quello che mi chiedo è perchè."
Lei lo guarda normalmente. Non sembra preoccupata da lui o imbarazzata dalla propria nudità.
"Legge mai riviste cattoliche, signorina?"
"No, mai."
"Per partito preso?"
"Non leggo riviste in generale, ma quelle cattoliche le brucio."
Don Raffaele non la guarda, lei, invece, ora guarda per terra e continua a fumare. Ovviamente, lo sta prendendo per il culo.
"Lo sa che determinati atteggiamenti e 'indumenti' potrebbero mettere a disagio molti?"
"Se qualcuno non ha mai visto una donna in mutande non è un mio problema. Semmai il suo."
"Signorina..."
"Ma don Raffaele, lo sa che penso che la cosa importante, se qualcuno ha un problema, è che sia libero di risolverlo come meglio crede, ma senza limitare gli altri.
Lei crede in Dio, don Raffaele, ma crede anche nel libero arbitrio?"
February 04 L'ECDL nuoce. Oggi volevo passare un intero pomeriggio cazzeggiando. Ho fatto i miei 40 versi di Divina Commedia, le mie tre paginette di fisica, ma, appena giunta davanti al mio adoratissimo computer, mi son resa conto che non avevo ancora terminato: dovevo studiarmi almeno qualche pagina per l'ECDL. Ora, tutti diranno: "La patente europea è una stronzata!" Alchè io risponderò: "Ecco perchè voglio evitare di essere bocciata!". Apro il mio manuale. Excel. Paragrafo sul copia e incolla. In sostanza mi sono resa conto di quanto un uomo, in questo caso l'autore del manuale che sto utilizzando, possa insultare il genere umano. Come - stracazzo - puoi dedicare due pagine del tuo fottuto manuale al copia-incolla in excel?! E' come dire al tuo lettore che è un idiota!! Qualcuno potrebbe dirmi: "Rosalinda, c'è gente che non sa fare proprio nulla col computer, abbi pazienza!" Io ribatterei dicendo: "Se un individuo non comprende il copia-incolla con una spiegazione che non supera i due righi allora non merita neanche di guardare un computer!!" E che cazzo. Mentre m'interrogavo su come avrei articolato la serie d'insulti che avrei disseminato per il mondo intero su mio manuale, mi son ricordata del mio dialogo, risalente a qualche giorno fa, con la mia professoressa di biologia: Io: "Sa, tra una ventina di giorni io e altri abbiamo l'esame dell'ECDL..." Prof: "Ah, capisco... Comunque sapete che mio nipote, che ha undici anni, la sta prendendo ora a scuola?" Quindi noi non solo abbiamo scuole medie di merda che non permettono di levarci questo scassamento di coglioni all'età di undici anni, ma, un domani, magari, faremo anche la figura dei deficenti perchè saremo quelli che hanno preso sta - fottuta - patente europea a diciotto anni e non a undici. -___________________________________________________- January 29 Cambio!Ho deciso di cambiare stile di tutto.
Ho deciso di esprimere anche il lato un po' più allegro e simpaticamente incazzuso.
Spero di non deludere nessuno. January 22 I corvi neri.
Vincent guardava il cielo dalla finestra. Era estate e il campo di grano era giallo... Pensava che, semmai gli avessero chiesto cosa fosse il giallo, lui avrebbe indicato quel campo come esempio.
Nonostante le lettere del fratello Theo si sentiva solo. Si sentiva solo perchè la sua mente non era in grado di varcare il confine che la separava dalle altre e il suo pennello, per questo, gli pesava sempre di più. Non poteva però smettere di dipingere... Se avesse smesso che gli sarebbe rimasto? Ricordò le difficcoltà degli anni precedenti: senza denaro, senza lavoro, senza maestro e senza modelli lui, imperterrito, aveva trovato un modo per dipingere, aveva trovato un modo per continuare la sua lotta contro la figura umana. Gli sembrava d'impazzire dalla rabbia quando, quei pochi che erano stati suoi datori di lavoro, lo definivano un "paesaggista". Lui non voleva esserlo, ma lo era. Lo era perchè, se disegnava occhi, questi rimanevano vuoti, le mani ferme, le labbra spente. Non riusciva a catturare le emozioni, la vita.
Fino a quel momento aveva lottato, ma solo ora, all'età di trentasette anni, si rendeva conto che la stanchezza non l'aveva mai percosso come in quel momento.
Si ricordò del mito della fondazione di Roma, di come Romolo capì il suo destino osservando il volo degli uccelli.
Vincent si fermò un attimo a guardare il cielo che si stava man mano incupendo a causa delle nubi. Vide dei corvi neri.
Il nero. I corvi. Il cielo. Il campo giallo. I tre sentieri che attraversavano il campo. Il nero. Vincent dipinse sulla tela un altro paesaggio... O forse no. Forse è il suo primo vero e vivo ritratto, il suo.
Rimase attonito per qualche minuto, si lavò le mani e il suo pensiero si rivolse ancora a Theo. Alla loro infanzia. A tutto l'aiuto che gli aveva dato. All'affetto che gli aveva dato. Al legame che c'era sempre stato tra loro due.
Vincent scrisse una lettera a suo fratello e si sparò al cuore. December 19 L'accozzaglia.In questi giorni e oggi sono successe una serie di cose che mi hanno portato a riflettere. Probabilmente questo intervento sarà un'accozzaglia di roba, ma pazienza.
L'altro giorno ho provato a dipingere un'immagine in stile impressionistico per la scuola. Le mie mani hanno realizzato una tale cagata che neanche il mio culo avrebbe potuto competere con loro (scusate l'espressione colorita, ma, credetemi, è l'unica che renda l'idea). Fatto sta che ho dimenticato come si dipinge.
Ho pensato a quanto cazzo mi abbia danneggiato vivere qui, in questo paesucolo arroccato sulle colline, l'unico in Puglia, forse, ad essere lontano più di settanta chilometri dal mare. Qui dove non c'è un fottutissimo corso di disegno, pittura o cose del genere che mi avrebbe permesso di mantenermi in allenamento.
Ho pensato a cose del genere anche oggi, quando sono andata a Canosa per dare gli esami dei primi due moduli dell'ecdl presso la sede centrale della mia scuola (un liceo scientifico). In quell'edificio fatiscente c'erano manifesti di corsi intensivi di matematica, fisica, musica, ecc... Cazzo. Cazzo. Cazzo. Non che io voglia frequentare tutti questi corsi, ma cazzo perchè, mi domando perchè non ho solo questa opsione?
In tutto questo ho riflettuto sul chi o cosa possa essere la causa di questa situazione alquanto di merda. Mi sono venuti in mente solo i miei genitori. La cosa peggiore è che la mia testa si è accanita su di loro ed ho capito che, benchè li ami, li ritengo due persone che hanno fatto scelte mediocri durante la loro vita. Cazzo, due medici brillanti che hanno scelto di rendersi la carriera molto più difficile per vivere lontano dai luoghi in cui avrebbero potuto incrementare le loro conoscenze, abilità. Perchè, porca puttana, si sono andati ad impantanare in questa maniera squallida? Per me e mio fratello? No... Alla fine hanno reso la vita più difficile a tutti e quattro, anche a noi. Sapete che credo? Credo che l'abbiano fatto per vigliaccheria, per paura...
"Voglio vedere te come sarai a cinquant'anni!..."
"Io non so come sarò... Spero solo di avere il coraggio
di pretendere di meglio così,
forse, avrò qualche possibilità in più di ottenerlo.
Se non sarà così, pazienza... Almeno ci ho provato." December 02 Tutta la verità, nient'altro che la verità.La verità? La verità è che vorrei che fumare non facesse male, così comincerei a farlo abitualmente e non andrei più a scrocco quella volta a settimana. Vorrei stare qui, davanti al mio computer, a fumarmi una Lucky Strike. Magari due, vah. Magari tre.
La verità è che domani non mi và di ripetere Tomas Hardy per il compito d'inglese perchè sinceramente lo ritengo un frustrato del cazzo che scaricava la sua voglia di maledire il mondo sui personaggi da lui creati. Perverso, no?
La verità è che domani, al mio risveglio, voglio prendere la mia gonna blu di cotone, qualche maglietta a mezze maniche e i miei sandali neri per partire verso la Grecia, o verso un posto che non sia qui dove regna la noia e il freddo.
Lo sai perchè? Perchè sono stanca di essere presa per il culo. Cazzo io quando ho a che fare con gli altri dò il massimo perchè penso che un domani queste persone potranno offrire il loro meglio a me, ma niente. Il rispetto è un optional.
Mi sono stancata di "andare parando la gente" (espressione dialettale che significa, per dirla in maniera meno dialettale, "stare appresso alla gente") perchè poi, chissà perchè, quando c'è da informare, da dare retta a ME, nessuno si fa mai vivo e si casca dalle nuvole. La cosa più bella è che poi la colpa è anche mia.
La verità è che stasera sono fin troppo stanca per mandare a fanculo qualcuno. Ci penserò domani...
"Non c'è nessuno di più cattivo di un buono che diventa cattivo". Ed io sono troppo buona.
Poveri a voi che avete incontrato me che, per un verso o per un altro, ottengo sempre ciò che voglio. November 20 Inadeguatezza e malessere.L'inadeguatezza e il malessere che mi pervade è una sensazione bruttissima. Non l'augurerei a nessuno. Mi sento fuori posto, non so che cazzo ci sto a fare qui.
A scuola l'ambiente che mi circonda è mediocre e, anche se fossi capace di eccellere, non ci riuscirei anche se tirata da 6 muli. Quell'edificio sembra un luogo dove ammassare gente inappagata e che fa tutto con sufficienza. Che schifo.
Sto paesino-topaia del cazzo non riesco neanche più ad odiarlo. O meglio, l'odio nei suoi confronti mi ha a tal punto assuefatto che è come se non ci fosse più. Forse mi fa pena. Forse neanche quello.
E poi, che altro c'è? Nulla.
Nulla di quello che faccio mi piace, mi appaga. Mi sento essenzialmente schiacciata da questa monotonia, da questo piattume. Non me la prendo nè col destino, nè con nessun altro.
IO VOGLIO SOLO PARTIRE e lasciarmi questa stasi alle spalle.
Fanculo tutto, fanculo la me in questa situazione di merda.
[No, non sono incazzata. Ve lo assicuro.] November 14 Senza un filo di vento.Quando ero bambina immaginavo la mia vita come una barca in un mare i cui flutti non cessavano mai. Immaginavo me sempre davanti ad onde nuove e diretta verso terre lontane. Io sono fatta così, odio la monotonia.
Ora, nonostante la bambina non se ne sia andata del tutto, non tira un filo di vento e la mia barca è lì, ferma in un mare blu che sembra quasi, nel suo silenzio, non ospitare neanche pesci. Così gli eventi mi scivolano addosso e, stranamente, non m’importa che di pochi assiomi della mia vita.
Il mare tende a ∞ e le mie braccia a 0… Non cambierebbe nulla per mano mia anche se mi mettessi a remare. Anche se avessi una possibilità di incontrare una tempesta tra molto tempo, morirei prima di fatica.
Intervento triste? No, peggio… A.P.A.T.I.C.O. October 30 Qui non c'è libertà perchè è una dittatura la nostra.E' una dittatura la nostra. E' una dittatura che piano piano corrode tutto come un acido lento. E' pazzesco.
Comincia dai media e piano piano e in silenzio sta arrivando all'istruzione. Eh sì, perchè quei pochi che capiscono ne sono capaci essenzialmente perchè hanno studiato. Quindi la dittatura, furbamente, s'insinua addirittura nelle scuole elementari per poi arrivare, dulcis in fundo, fino all'università e se ne sbatte di tutto.
Se ne sbatte dei posti di lavoro, se ne sbatte di milioni tra studenti e professori che protestano. Molto semplicemente, se ne sbatte.
Ma prima o poi qualcosa cambierà
perchè il popolo s'incazza.
Vedrete, cari "padroni",
che s'incazza davvero.
Ed io intanto progetto di andarmene all'estero
facendo richiesta di asilo politico.
Qui non c'è libertà, qui regna la manipolazione dell'ignoranza, di coloro i quali si lasciano abbindolare da slogan vuoti e da motti ipocriti.
Qui non c'è libertà perchè è una dittatura la nostra. October 13 Oltre.Oltre l'orizzonte forse potrei vedere
i gabbiani, assumer le movenze dell'onde,
abbandonarmi alle carezze di un'eterna estate.
Se chiudessi gli occhi, se sorridessi
leggermente e così mi abbandonassi all'idea,
all'idea che questo sarà e allora forse
in parte già è.
Oltre quei muri grigi di tempo e quell'insegna ingiallita
aspettare che passi guardando l'orizzonte e scorgervi
oltre
l'Eterno.
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