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June 26

Inseguendo l'estate.

E' strano quel che sento ora, in questo esatto momento.
E' vuoto, è desiderio vuoto.
 
 
 
 
Cosa c'è Rosalinda? Non sei più abituata a quell'inquietudine instabile?
Ti rende fragile questa situazione del cazzo?
 
 
Sarà che parto, parto via da questo postaccio e da queste facce monotone. Parto via e a fanculo sto letamaio del cazzo. Non vedo l'ora.
E poi le riflessioni che s'accumulano e accumulano. Il questo luogo, sì, è proprio qui che si accumulano le mie sfortune. Il classico caso di persona giusta nel luogo sbagliato e scusate se sono modesta.
 
Sabato parto. Non so se riuscirò a collegarmi ancora prima di settembre, quanto e con che testa.
L'importante è andare via ad inseguire l'estate che spero diventerà sempre più bella con l'andare delle giornate.
 
 
Cosa c'è Rosalinda? Non sei più abituata a quell'inquietudine instabile?
Ti rende fragile questa situazione del cazzo?
June 21

Hi-Tec.

Stamane sono tornata a casa dopo una delle esperienze più belle della mia vita.
Non scriverò in modo pomposo com'è mio solito, ma semplicemente perchè quello che ho vissuto, provato è così bello che non merita di essere troppo offuscato da paroloni.
 
Ho conosciuto una ragazza magnifica e 21 ragazzi stupendi. Sono stata, probabilmente, la più fortunata dell'intero corso anche perchè non dovevo sopportare una come me. ;)
Ho conosciuto la semplicità, la gentilezza, la simpatia di 22 persone straordinarie, che solo Hi-Tec poteva farmi incontrare.
Vi porterò sempre nel mio cuore ragazzi. Sempre.
Ricorderò "Una cosa classica", i (non) risvegli al mattino con Elena, ricorderò il "Buongiorno principesse!", le tette (quelle maschili), le Aftereight, le prese sulle spalle, frasi come "Siamo dei poveri, dei poveri di merda", il limone... :D 
Ricorderò le mie risate (non solo quelle causate dal solletico) e le mie lacrime in clesse e in stazione.
 
Non posso che concludere con un GRAZIE ed un'altra lacrimuccia (sono una persona sensibile, credo che si sia notato :D).
Vi abbraccio tutti!
 
 

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June 05

Finestra Omertosa.

Sto correndo. Sto correndo in questa strada buia, umida, fredda. Dietro di me passi pesanti.
Cazzo come corro. Grido, sono sudata e ho l'affano. Ad un tratto mi accorgo che sto anche piangendo.
Ho paura. Sembra che il buio della strada m'inghiottisca e che quei passi si facciano sempre più vicini, sempre più pesanti.
 
 
 
Una luce... Una piccola luce da una piccola finestra. C'è una speranza! Posso chiedere aiuto!
Busso sopra quel vetro, quasi lo sfondo. Non risponde nessuno.
 "VI SUPPLICO, QUALCUNO MI AIUTI!" Grido con forza continuando a battere sui vetri.
 
 
 
Ma il buio mi assale e l'unica cosa che si riesce a sentire sono le mie urla.
 
May 27

Latenza.

Era un afoso pomeriggio di maggio e l'asfalto era più chiaro del solito. Lo scirocco soffiava forte sui visi scuri che popolavano la piazza, sulle camice ingiallite e sulla facciata candida della chiesetta che guardava impassibile quello spettacolo mosso solo dal vento.
 
Lei camminava con i capelli raccolti, i santali neri e il silenzio in testa. Probabilmente era l'unica donna per strada oltre alla chiesa. Guardandosi attorno si accorse di quell'attimo d'infinito, di quella specie di deserto in cui lei camminava, viveva... E si ritrovò a pensare.
 
Pensò a quello che aveva detto a suo marito quella mattina, dopo una delle loro liti fondate su questioni inesistenti: "Anche se non ti penso tu sarai sempre latente in me. Un qualcosa di silenzioso, di essenziale".
Pensò a quello che aveva detto a suo marito quella mattina e capì che lo stesso valeva per quei visi scuri, per quelle camice vecchie, per la chiesetta candida e per lo scirocco che batteva su quello spiraglio di deserto. Capì che la sua terra sarebbe stata sempre latente in lei.
May 22

Non donna di province, ma bordello.

Sto vedendo Anno 0, su rai due. Credo che siamo prossimi alla guerra civile.
Ma ci conviene sperarlo o no? In fondo - si sa - ogni rivolta è stata seguita da una dittatura.
Sono giunta alla conclusione che è inutile chiedere che se ne vadano, tanto ne verranno altri ancora peggio: non c'è limite al peggio.
 
Ma dico io, quelli che stanno al governo non hanno almeno uno slancio di pietà nei confronti dell'Italia?
Cazzo come ci siamo ridotti, anzi, sembra quasi che non sia cambiato nulla...
 
 

"Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!

Quell'anima gentil fu così presta,
sol per lo dolce suon de la sua terra,
di fare al cittadin suo quivi festa;

e ora in te non stanno sanza guerra
li vivi tuoi, e l'un l'altro si rode
di quei ch'un muro e una fossa serra.

Cerca, misera, intorno da le prode
le tue marine, e poi ti guarda in seno,
s'alcuna parte in te di pace gode.

Che val perché ti racconciasse il freno
Iustiniano, se la sella è vota?
Sanz'esso fora la vergogna meno.

Ahi gente che dovresti esser devota,
e lasciar seder Cesare in la sella,
se bene intendi ciò che Dio ti nota,

guarda come esta fiera è fatta fella
per non esser corretta da li sproni,
poi che ponesti mano a la predella.

O Alberto tedesco ch'abbandoni
costei ch'è fatta indomita e selvaggia,
e dovresti inforcar li suoi arcioni,

giusto giudicio da le stelle caggia
sovra 'l tuo sangue, e sia novo e aperto,
tal che 'l tuo successor temenza n'aggia!

Ch'avete tu e 'l tuo padre sofferto,
per cupidigia di costà distretti,
che 'l giardin de lo 'mperio sia diserto.

Vieni a veder Montecchi e Cappelletti,
Monaldi e Filippeschi, uom sanza cura:
color già tristi, e questi con sospetti!

Vien, crudel, vieni, e vedi la pressura
d'i tuoi gentili, e cura lor magagne;
e vedrai Santafior com'è oscura!

Vieni a veder la tua Roma che piagne
vedova e sola, e dì e notte chiama:
«Cesare mio, perché non m'accompagne?».

Vieni a veder la gente quanto s'ama!
e se nulla di noi pietà ti move,
a vergognar ti vien de la tua fama.

E se licito m'è, o sommo Giove
che fosti in terra per noi crucifisso,
son li giusti occhi tuoi rivolti altrove?

O è preparazion che ne l'abisso
del tuo consiglio fai per alcun bene
in tutto de l'accorger nostro scisso?

Ché le città d'Italia tutte piene
son di tiranni, e un Marcel diventa
ogne villan che parteggiando viene.

Fiorenza mia, ben puoi esser contenta
di questa digression che non ti tocca,
mercé del popol tuo che si argomenta.

Molti han giustizia in cuore, e tardi scocca
per non venir sanza consiglio a l'arco;
ma il popol tuo l'ha in sommo de la bocca.

Molti rifiutan lo comune incarco;
ma il popol tuo solicito risponde
sanza chiamare, e grida: «I' mi sobbarco!».

Or ti fa lieta, ché tu hai ben onde:
tu ricca, tu con pace, e tu con senno!
S'io dico 'l ver, l'effetto nol nasconde.

Atene e Lacedemona, che fenno
l'antiche leggi e furon sì civili,
fecero al viver bene un picciol cenno

verso di te, che fai tanto sottili
provedimenti, ch'a mezzo novembre
non giugne quel che tu d'ottobre fili.

Quante volte, del tempo che rimembre,
legge, moneta, officio e costume
hai tu mutato e rinovate membre!

E se ben ti ricordi e vedi lume,
vedrai te somigliante a quella inferma
che non può trovar posa in su le piume,
ma con dar volta suo dolore scherma."

 
Biasimatemi se volete, io sono contenta.
 
 
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